Chi sono
Who am I?
Trovo potenzialmente cringe il momento di presentazione, cercherò di fare del mio meglio.
Sono umano, vengo dal pianeta da cui (per quanto ne so) vengono tutti gli umani. Mi piace stare con le persone, conoscerle, imparare da loro, ascoltare la loro storia e fare esperienze insieme. Sono uno sportivo da tutta la vita, ma non professionista e questo mi dà modo di esserlo più o meno quanto mi pare a seconda del periodo dell'anno, e infatti così mi ritrovo anche a praticare la pigrizia in certi periodi. Sono onesto. Nella vita ho praticato tanti sport: judo, corsa, nuoto, slackline, arrampicata e altri per minor tempo o frequenza.
Sono dipendente dalle attività all'aria aperta: nelle città cerco sempre i parchi in cui passare qualche momento per ricaricarmi. La montagna mi piace molto, adoro camminare e fare trekking. Ma la dimensione che amo di più è il mare. Sopra l'acqua o sotto l'acqua mi piace sempre. Per questo oriento la mia vita privata e lavorativa per stare il più possibile vicino all'acqua.
Sono analitico e pragmatico. Sono laureato in fisica e nella mia vita precedente mi sono occupato soprattutto di scienze e informatica.
Tante passioni
Sono libero. Nel senso del tempo, nel quale, a volte, scatto foto con una vecchia Canon di cui sul sito ho messo un piccolo album.

Mi muovo nel mondo facendomi un’infinità di domande, da sempre, guidato da un’indole curiosa e dalla mia formazione analitica.
Lo sport è il mio linguaggio naturale: fin da giovanissimo, grazie alla pratica del Judo, ho appreso il valore della disciplina e della ricerca dell'equilibrio, radici che oggi nutrono la mia passione per la slackline e le più diverse attività outdoor. Sono una persona dinamica, che trova nel mare e nella natura una palestra continua di crescita, sia umana che professionale.
Il mio obiettivo è consolidare un percorso lavorativo che sia in totale simbiosi con l’ambiente naturale e l’ecosistema marino, dove l'azione fisica e la mente scientifica possano navigare insieme.
Organizzo esperienze settimanali in barca a vela: ideate per fondere l'amore per il mare con il relax e il divertimento di una vacanza sportiva.
Gli itinerari e le attività di bordo prevedono sempre un grande coinvolgimento attivo: in cui tutti sono parte integrante dell'equipaggio, collaborando alla navigazione e alla gestione della vita di bordo mentre esploriamo le acque più belle dei nostri mari.

Formazione e professione
Se state cercando il mio percorso accademico "formale", trovate il curriculum completo qui sotto in allegato. Ma se volete capire come sono arrivato fin qui, la risposta è semplice: ho capito che, per quanto amassi la fisica e la matematica, la mia vita non poteva restare chiusa tra le quattro mura di un laboratorio.
Oggi ho trovato il mio equilibrio trasformando quegli studi in strumenti concreti per vivere il mare. La mia formazione scientifica non è rimasta in un cassetto: è la base analitica con cui affronto la navigazione, la gestione tecnica di un veliero e il problem solving quotidiano che la vita di bordo richiede.
Cosa faccio oggi, in concreto? Mi definisco un professionista del mare con una doppia anima:
- Al timone: come skipper, coordino la vita di bordo e la navigazione, cercando sempre quel punto di contatto perfetto tra tecnica e sensibilità verso gli elementi.
- Tra le onde: nel mondo del Whale Watching, mi divido tra la ricerca scientifica pura e la divulgazione. Mi piace spiegare cosa stiamo vedendo, traducendo la biologia marina in racconti che restano impressi, perché credo che non si possa proteggere ciò che non si conosce.
Questo mix di rigore scientifico e operatività sul campo è ciò che offro a chi decide di collaborare con me. Che si tratti di organizzare una spedizione, testare nuove soluzioni per la nautica o creare progetti di divulgazione, porto a bordo un approccio pragmatico, una borsa piena di curiosità e la capacità di adattarmi a ogni cambio di vento.

Se vedi nel mio profilo un’opportunità per un progetto comune, o se semplicemente vuoi saperne di più su come unisco questi due mondi, parliamone.
Allegati
Sono fan della fantascienza
Riporto qui alcuni estratti di testo del mio autore preferito
Il Primo Impero Galattico era esistito per decine di migliaia d'anni. Aveva incluso tutti i pianeti della galassia con un governo centralizzato, a volte tirannico, sempre fonte d'ordine. L'umanità aveva dimenticato che potesse esistere un'altra forma di esistenza. Seldon sviluppò al massimo la scienza della psicostoria. La psicostoria era la quintessenza della sociologia; era la scienza del comportamento umano ridotto alle equazioni matematiche. Il singolo individuo si comporta in maniera imprevedibile, ma Seldon scoprì che le relazioni delle masse potevano essere studiate statisticamente. Più grande era la massa, tanto più precise risultavano le previsioni.
Quel brillante Impero Galattico in apparenza così potente avrebbe attraversato un inarrestabile periodo di decadenza. Egli previde che, abbandonata a se stessa, la Galassia avrebbe sofferto trentamila anni di miseria e disordini prima che potesse risorgere un governo centrale. Si preparò un piano per porre rimedio alla situazione, in modo da creare uno stato di cose che avrebbe restaurato la pace e la civiltà in soli mille anni. Creò due colonie scientifiche che chiamò Fondazioni e le dispose deliberatamente ai due capi opposti della Galassia. Una di esse fu resa nota ufficialmente. L'esistenza della seconda fu invece tenuta segreta.
Cominciò come una piccola comunità di enciclopedisti sperduti nell'immensità dell'estrema periferia della galassia. Periodicamente dovette affrontare crisi nelle quali la costringevano le variabili dei rapporti tra umani e le correnti sociali ed economiche del tempo. La sua libertà d'azione era limitata da uno schema prefissato e, ogni volta che si muoveva nella direzione voluta, si aprivano nuovi orizzonti. La prima fondazione, con la sua prima superiorità scientifica, aveva conquistato i pianeti barbari che la circondavano.
Incipit del ciclo - Fondazione - Asimov
Salvor Hardin - Fondazione - Asimov
Le tre leggi della robotica, introdotte dallo scrittore Isaac Asimov, sono principi etici fondamentali creati per garantire la sicurezza umana nell'interazione con le macchine:
1. Un robot non può recare danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno;
2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge;
3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.
Successivamente, Asimov ha introdotto anche la Legge Zero, superiore alle altre:
0. Un robot non può recare danno all'umanità, né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, l'umanità riceva danno.
Leggi della robotica - Wikipedia
Ultimo aggiornamento: 30-03-2026 10:13:19
